L'ORTO DI CASA MIA

17:08 Carlotta Marengo 0 Comments


Secondo numerosi studi, attivitá come coltivare l'orto e praticare il giardinaggio hanno effetti così benefici da poter addirittura allungare fino a 2 anni la vita di una persona.

Questo post vuole essere per voi una piccola guida pratica per realizzare un orto biologico in giardino o semplicemente sul terrazzo di casa vostra.

L'orto biologico ha come scopo principale quello di tutelare la salute delle  persone e l'ambiente non utilizzando prodotti di sintesi ma imparando ad usare con buon senso la terra e i suoi prodotti.





LA SCELTA DEL LUOGO: per crescere e maturare, frutta e ortaggi necessitano di sole! É necessario quindi che voi scegliate un luogo ben soleggiato e allo stesso tempo riparato dalle gelate invernali.

Ricordatevi inoltre che avere orto non vuol dire per forza avere del terreno. Esistono infatti anche gli orti sul terrazzo!

Importantissima è anche la qualità del terreno, infatti per ottenere buoni risultati è necesasario che il suolo sia fertile (se si tratta di un terreno incolto da anni dovrete dedicargli uno scrupoloso lavoro preparatorio). In ogni caso aggiungendo del compost si va a rendere il terreno più produttivo, senza andare ad alterare la struttura del suolo.






LA SCELTA DEL DELLE PIANTE E DEL METODO DI COLTIVAZIONE: é consigliabile innanzitutto, come per i fiori del proprio giardino, scegliere delle specie adatte al clima in cui ci si trova così che possano crescere senza forzature e fruttificare per il più lungo arco di tempo possibile.
Per coltivare l’orto si può scegliere tra l'utilizzo delle sementi o delle piantine da trapiantare.
Le prime sono sicuramente più economiche e in commercio sono disponibili più varietà per ogni specie rispetto alle piantine già disponibili ad trapianto, ma sicuramente richiedono più lavoro ed esiste il rischio che la semina non vada a buon fine.
In generale, per la semina delle sementi si può seguire ciò che è scritto sulle bustine, considerando che i dati si riferiscono ad un clima medio come quello della pianura padana; per altre zone ci si deve adeguare al propio clima (per climi più miti infatti i lavori andranno anticipati e viceversa).
Per il trapianto i momenti migliori sono le giornate nuvolose o le ore di tardo pomeriggio e con terreno umido.

CURA DEL SUOLO
Ci sono diversi modi per innaffiare il proprio orto: dalla classica canna da giardino, agli irroratori a pioggia, al sistema a goccia, ai tubi forati. In ogni modo il momento migliore per fornire l’acqua al terreno è quando l’aria è fresca. Inoltre si consiglia di effettuare meno innaffiature ma più abbondanti piuttosto che frequenti e poco consistenti (ciò infatti favorirebbe la crescita di radici superficiali che rischiano di seccare).
La copertura del suolo, cioè la pacciamatura, è molto importante per evitare la perdita di calore e di umidà. E’ possibile pacciamare il terreno con residui vegetali (paglia, foglie d’albero infestanti estirpate, sfalci di prato). 
Il suolo può essere poi sostenuto con la fornitura di compost e altri concimi organici.


LA LOTTA AI PARASSITI
Contro gli insetti si può ricorrere a infusi naturali fai da te.
Pidocchi: macerato d’aglio (attenzione a non irrorarlo sulle parti della pianta che vanno consumate altrimenti sapranno d’aglio!)
Insetti: macerato d’ortica
Afidi: decotto di bucce di cipolla e infuso di artemisia
Funghi e marciumi: equiseto


L’ALTERNANZA DELLE COLTURE E LE CONSOCIAZIONI
Scoprire che ruotando le colture sullo stesso terreno questo non si inaridiva per l’eccessivo sfruttamento fu molto importante per la storia dell’uomo. Inoltre, alternando le coltivazioni si evita l’uso eccessivo di concime (nei terreni agricoli questo avviene ogni tre anni). Le specie da orto in tal senso vengono suddivise in tre categorie: forti consumatrici, medie consumatrici e deboli consumatrici. Facciamo un esempio pratico. Una zona dell’orto il primo anno viene coltivata con piante forti consumatrici (cavoli, patate, cetrioli, porri, sedani, zucchine e zucche); l’anno successivo la coltivazione verrà sostituita con piante medie consumatrici (aglio, carote, cipolle, barbabietole rosse, finocchi, lattughe, peperoni, ravanelli), il terzo anno con deboli consumatrici (leguminose in genere e erbe aromatiche) per tornare il quarto anno alla disposizione iniziale.
In alternativa  si può cercare di costituire una piccola biocenosi (complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono tra loro nello stesso ambiente) in cui le piante vivano in consociazione. Con il termine consociazione si intende la coltivazione, insieme nella stessa aiuola, di ortaggi e specie da fiore che siano in grado di crescere in sinergia e trarre beneficio dalla vicinanza con altre senza ostacolarsi. 






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