L'ORTO DI CASA MIA


Secondo numerosi studi, attivitá come coltivare l'orto e praticare il giardinaggio hanno effetti così benefici da poter addirittura allungare fino a 2 anni la vita di una persona.

Questo post vuole essere per voi una piccola guida pratica per realizzare un orto biologico in giardino o semplicemente sul terrazzo di casa vostra.

L'orto biologico ha come scopo principale quello di tutelare la salute delle  persone e l'ambiente non utilizzando prodotti di sintesi ma imparando ad usare con buon senso la terra e i suoi prodotti.





LA SCELTA DEL LUOGO: per crescere e maturare, frutta e ortaggi necessitano di sole! É necessario quindi che voi scegliate un luogo ben soleggiato e allo stesso tempo riparato dalle gelate invernali.

Ricordatevi inoltre che avere orto non vuol dire per forza avere del terreno. Esistono infatti anche gli orti sul terrazzo!

Importantissima è anche la qualità del terreno, infatti per ottenere buoni risultati è necesasario che il suolo sia fertile (se si tratta di un terreno incolto da anni dovrete dedicargli uno scrupoloso lavoro preparatorio). In ogni caso aggiungendo del compost si va a rendere il terreno più produttivo, senza andare ad alterare la struttura del suolo.






LA SCELTA DEL DELLE PIANTE E DEL METODO DI COLTIVAZIONE: é consigliabile innanzitutto, come per i fiori del proprio giardino, scegliere delle specie adatte al clima in cui ci si trova così che possano crescere senza forzature e fruttificare per il più lungo arco di tempo possibile.
Per coltivare l’orto si può scegliere tra l'utilizzo delle sementi o delle piantine da trapiantare.
Le prime sono sicuramente più economiche e in commercio sono disponibili più varietà per ogni specie rispetto alle piantine già disponibili ad trapianto, ma sicuramente richiedono più lavoro ed esiste il rischio che la semina non vada a buon fine.
In generale, per la semina delle sementi si può seguire ciò che è scritto sulle bustine, considerando che i dati si riferiscono ad un clima medio come quello della pianura padana; per altre zone ci si deve adeguare al propio clima (per climi più miti infatti i lavori andranno anticipati e viceversa).
Per il trapianto i momenti migliori sono le giornate nuvolose o le ore di tardo pomeriggio e con terreno umido.

CURA DEL SUOLO
Ci sono diversi modi per innaffiare il proprio orto: dalla classica canna da giardino, agli irroratori a pioggia, al sistema a goccia, ai tubi forati. In ogni modo il momento migliore per fornire l’acqua al terreno è quando l’aria è fresca. Inoltre si consiglia di effettuare meno innaffiature ma più abbondanti piuttosto che frequenti e poco consistenti (ciò infatti favorirebbe la crescita di radici superficiali che rischiano di seccare).
La copertura del suolo, cioè la pacciamatura, è molto importante per evitare la perdita di calore e di umidà. E’ possibile pacciamare il terreno con residui vegetali (paglia, foglie d’albero infestanti estirpate, sfalci di prato). 
Il suolo può essere poi sostenuto con la fornitura di compost e altri concimi organici.


LA LOTTA AI PARASSITI
Contro gli insetti si può ricorrere a infusi naturali fai da te.
Pidocchi: macerato d’aglio (attenzione a non irrorarlo sulle parti della pianta che vanno consumate altrimenti sapranno d’aglio!)
Insetti: macerato d’ortica
Afidi: decotto di bucce di cipolla e infuso di artemisia
Funghi e marciumi: equiseto


L’ALTERNANZA DELLE COLTURE E LE CONSOCIAZIONI
Scoprire che ruotando le colture sullo stesso terreno questo non si inaridiva per l’eccessivo sfruttamento fu molto importante per la storia dell’uomo. Inoltre, alternando le coltivazioni si evita l’uso eccessivo di concime (nei terreni agricoli questo avviene ogni tre anni). Le specie da orto in tal senso vengono suddivise in tre categorie: forti consumatrici, medie consumatrici e deboli consumatrici. Facciamo un esempio pratico. Una zona dell’orto il primo anno viene coltivata con piante forti consumatrici (cavoli, patate, cetrioli, porri, sedani, zucchine e zucche); l’anno successivo la coltivazione verrà sostituita con piante medie consumatrici (aglio, carote, cipolle, barbabietole rosse, finocchi, lattughe, peperoni, ravanelli), il terzo anno con deboli consumatrici (leguminose in genere e erbe aromatiche) per tornare il quarto anno alla disposizione iniziale.
In alternativa  si può cercare di costituire una piccola biocenosi (complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono tra loro nello stesso ambiente) in cui le piante vivano in consociazione. Con il termine consociazione si intende la coltivazione, insieme nella stessa aiuola, di ortaggi e specie da fiore che siano in grado di crescere in sinergia e trarre beneficio dalla vicinanza con altre senza ostacolarsi. 






JARDIN MAJORELLE: IL MAROCCO IN SCATOLA




Le Jardin Majorelle a Marrakech è uno dei luoghi più visitati del Marocco. 
Il giardino prende il nome dall'artista francese e proprietario Jacques Majorelle (1886-1962) che nel 1919 scelse la città marocchina come sua dimora e vi fece costruire una villa in stile liberty. 
Intorno alla casa Jacques Majorelle, grande appassionato di botanica, creerò con passione un luogo incantevole. Si tratta di un lussureggiante giardino che per quasi 40 anni, il pittore continuò ad arricchire di nuove varietà di piante provenienti dai cinque continenti per fare "una cattedrale di forme e colori", "un giardino impressionista".
L'artista divenne allo stesso tempo il progettista e il giardiniere portando dentro il giardino i quattro angoli del mondo. Centinaia di varietà rare di alberi e piante tra cui cactus, palme, bambù, palme da cocco, cedri, salici, alberi di carrubo, gelsomini, agavi, gigli, datura, cipressi, buganvillee rosse e viola, felci e molto altro sono disposte a discrezione di una composizione pittorica. E ancora sentieri ombrosi, percorsi d'acqua rinfrescante e bacini pieni di ninfee e loto, curve irregolari e pareti dipinte, tra luce e ombra.
I colori, introdotti da Jacques Majorelle nel 1937 nelle pareti del suo studio e poi in giardino lo rendono ancora più reale e affascinante, si può dire una vera opera d'arte Sono stati inoltre colorati con coraggio e genio anche i cancelli, i pergolati, i vasi in ceramica e vari edifici; i colori primari sono sempre molto vivaci e sono dominati da quello che sarebbe diventato il " Majorelle blue", un blu oltremare che ricorda l'Africa.
Yves Saint Laurent e Pierre Bergé scoprirono il Jardin Majorelle nel 1966, durante il loro primo viaggio a Marrakech. 
"Molto presto siamo diventati familiari con questo giardino, non c'è stato quasi un giorno che non ci siamo andati.”...“Siamo stati sedotti da questa oasi dove i colori di Matisse si confondono con quelli della natura."..."Così, quando abbiamo appreso che il giardino sarebbe stato venduto e sostituito da un albergo, abbiamo fatto tutto il possibile per fermare questo progetto. Così un giorno siamo diventati proprietari del giardino e della villa."

Il mio giardino in miniatura esposto a Messer Tulipano è la riproduzione di una piccola parte di questo magnifico giardino marocchino.
Un complesso ma divertente lavoro di squadra che ha portato alla realizzazione di un giardino sicuramente.. alternativo!! 
La parte che abbiamo scelto di riproporre è quella della “Fontaine carrée bleu Majorelle”  e del lungo canale d’acqua, situati di fronte all’antico atelier di Jacques Majorelle, oggi diventato il Musée Berbère.

I materiali utilizzati sono stati:
  • compensato, per la realizzazione della scatola che contiene il giardino, di misura 70 x 70 cm;
  • tessuto non tessuto, collocato sul fondo della scatola;
  • argilla espansa, terra, sabbia e ghiaia;
  • scatole e latta per le vasche: la fontana centrale è stata infatti realizzata con due scatole in latta di forma quadrata collocate una dentro l’alta, mentre una terza scatola rettangolare e meno profonda rappresenta il canale d’acqua;
  • polistirolo, utilizzato per creare i percorsi del giardino e colorato di rosso;
  • bacchette di legno colorate di blu majorelle che contornano i sentieri;
  • mini vasi in terracotta e plastica colorati di arancione, verde acqua, azzurro e giallo come i vasi del giardino majorelle;
  • palme e piante grasse.

Il risultato è un coloratissimo giardino in miniatura che vi permetterà di viaggiare con la mente verso questo affascinante luogo dove vi consiglio di andare prima o poi!



Messer Tulipano, Castello di Pralormo 16 Aprile - 1 Maggio

VITA SACKVILLE-WEST E IL GIARDINO DEL CASTELLO DI SISSINGHURST


Victoria Mary Sackville-West, meglio nota come Vita Sackville-West, è stata una  poetessa e scrittrice inglese; in realtà fu la sua passione per le piante e l'architettura dei giardini che la resero famosa. 
Nel 1946 divenne collaboratrice del periodico britannico Observer e, grazie alla rubrica  di giardinaggio che le venne affidata, Vita Sackville-West influenzò la pratica dell'arte inglese nella cura dei giardini in maniera profonda. 
Negli anni trenta Vita Sackville-West e suo marito Harold Nicolson crearono da zero il Giardino del Castello di Sissinghurst, nel Kent.






Il nome deriva dal sassone e significa spiazzo tra i boschi.
Si tratta di un luogo antico, dove nel Medioevo vi fu costruito un maniero in pietra circondato da un fossato. L'edificio originale venne poi sostituito nel XV secolo da un  nuovo grosso maniero.






La progettazione architettonica di Harold del giardino e i lavori di giardinaggio di Vita furono entrambi fortemente influenzati dai giardini di Gertrude Jekyll e Edwin Lutyens e rispecchiano il romanticismo e l'intimità delle  poesie e degli scritti di Vita.



Il giardino è composto da più "stanze", ognuna caratterizzata da un colore o da un tema, circondate da alte siepi.

The Rose garden: Vita aveva previsto il Giardino delle Rose come una caduta di rose, caprifoglio, fichi e vite mentre è di Harold la progettazione della siepe a forma circolare, o Rondel, sul lato ovest del giardino.

The White garden: Fino al 1950, il White Garden era stato riempito di rose, ma siccome erano troppe, alcune vennero trasferite a quello che sarebbe diventato il Rose Garden. Quando stavano progettando il giardino, Harold trovò alcuni gladioli bianchi, iris bianchi, dalie bianche e gli anemoni giapponesi bianchi, che lui e Vita amavano e così nacque questa stanza.



The Herb Garden: si trova oltre alla Nuttery ed si tratta di un vero e proprio spettacolo di colori e odori






The Nuttery: numerose piante di Cobnuts Kentish, una varietà di nocciolo, creano un rifugio ombreggiato per gli uccelli e i visitatori.



The Lime Walk: lunghi letti di tulipani e giacinti contrassegnati da un viale di tigli  punteggiati da vasi di terracotta; ogni centimetro di giardino è ricco di colori per circa quattro settimane.



The South Cottage Garden: toni caldi del rosso e oro segnano il Sud Cottage Garden, che è un tripudio di colori in tarda estate e in autunno. 



Delos: questa parte del giardino è piuttosto umida e ombrosa ma all'inizio della primavera questo giardino diventa un tappeto di colore.





The Moat Walk: una passeggiata delimitata da un lato dai resti di un muro elisabettiano, e dall'altro da una banca di brillanti azalee di colore giallo. 


The Orchard: Vita e Harold considerarono The Orchard (il frutteto) metà giardino, metà riserva selvaggia. Alcune rose sono state piantate contro i rami di vecchi alberi di mele e tutto è  caratterizzato dalla presenza di percorsi tortuosi falciati tra l’erba alta. Sono presenti anche  un gazebo e le arnie delle api.





The Purple Border:  In realtà non si tratta di un giardino costituito di sole piante viola ma è piuttosto un un sapiente accostamento di rosa, blu, lilla e viola. 



GIARDINI IN MINIATURA E DA TAVOLA

Il Castello medievale di Pralormo, come tutti gli anni, ospiterà dal 5 aprile al 1 maggio Messer Tulipano con la spettacolare fioritura di tulipani e narcisi.
Progetto collaterale alla XV Edizione di Messer Tulipano sarà “Giardini in miniatura e da tavola”: si tratterà  di un’esposizione, allestita nell’Orangerie del Castello,  che si articolerà in due sezioni. La prima riguarda “oltre 30 minuscoli giardini provenienti da tutta Italia, ma anche dalla Francia e dalla Svizzera”, mentre la seconda,” dedicata ai centrotavola, coniuga l’amore per la natura e i fiori alla raffinatezza dell’antiquariato: vasi, elementi architettonici, surtout, specchi, statue, piccole vasche, alzatine trasformano la tavola in una continua fonte di stupore e meraviglia”.

Vi ricordate il servizio da the in porcellana che a gennaio ospitava i bulbi di Hyacinthus, Narcissus, Muscari, Crocus? Quelle stesse tazzine, la teiera e la zuccheriera saranno utilizzate come contenitori per realizzare un’elegante centrotavola fiorito che verrà esposto nella sezione dedicata ai centrotavola.
Questa volta però non saranno più i bulbi i protagonisti del giardino da tavola, ma quattro piccole piantine che abbiamo accuratamente scelto nel vivaio dei fratelli Gramaglia a Collegno (Torino). 





Glechoma hederacea 'Variegata': edera terrestre
Mentha requienii: menta della Corsica
Fragaria vesca: fragolina di bosco
Thymus ‘Snowball’











IL VIVAIO 'L'ERBAIO DELLA GORRA'

Le erbacee perenni sono specie vegetali che hanno una consistenza erbacea e che accumulano sostanze di riserva in appositi organi ipogei (bulbi e rizomi) che consentono loro di sopravvivere durante le stagioni avverse per un certo numero di anni. 
Sono stati gli Inglesi che hanno introdotto nei giardini la moda delle piante erbacee perenni con i loro bordi misti così ricchi di colore e così mutevoli nel corso delle stagioni.

Sabato 29 Marzo, accompagnate dall’associazione culturale Sguardo nel Verde di Torino, abbiamo fatto visita al vivaio “L’erbaio della Gorra” di Casalborgone (To) specializzato in erbacee perenni rustiche. 




“Erbaio” è parola un po’ desueta per dire “luogo ove non crescono altre piante che erbe”. Assenti le nobili forme che producono legno vi prosperano solo le umili erbacee. Ma che ricchezza di trame, di colori, di profumi, di sapori!

Questa è la frase con cui il vivaio si presenta al pubblico. Ed effettivamente... che ricchezza c’è in quelle serre!! Ci sono  erbacee da sole, da ombra, con fioritura primaverile, estiva o autunnale, di tutti i colori e di tutti i profumi, proprio da perderci la testa!
Tra le tante... Achillea, Aquilegia, Campanula, Chrysanthemum, Coreopsis, Digitalis, Heuchera, Hosta, Iris, Lupinus, Phlox, Primula, Rudbeckia.

Poi, tra le numerose collezioni, tre sono le più significative: gli Aster, i Sedum e le Graminacee. 
Queste scelte riflettono un generale desiderio, maturato soprattutto negli ultimi anni, nel ricercare e sperimentare piante per il giardino con fioritura in tarda estate e d’autunno.
Sono più di 100 le varietà di Aster coltivati. I settembrini infatti occupano poi una posizione privilegiata nel vivaio! Oltre ad essere coltivati in vaso nelle serre, è stata dedicata loro una porzione di giardino in cui queste piante vengono allevate in piena terra e che creano un tripudio di colori dalla fine dell’estate.

Verso fine settembre sarà organizzato in vivaio  un evento che prenderà il nome di “Tra stelle e spighe”; una mostra mercato dell'Aster settembrino e delle graminacee ornamentali tra cui Carex, Festuca, Miscanthus, Pennisetum.

Naturalmente è stato impossibile non fare acquisti!!



- Echinacea purpurea
- Aster novi-belgii ‘Blue Lagoon’
- Hosta 'Patriot'
- Persicaria bistorta
- Sedum sieboldii
- Sedum spectabile ‘Iceberg’ 
- Nepeta × faassenii
- Perovskia atriplicifolia 

- Polemonium yezoense 'Purple Rain Strain'

LA GIUNGLA URBANA

Come fare quando, da una casa immersa tra le verdi colline ci si trasferisce in un piccolo appartamento di città? La soluzione è presto detta! Il progetto è stato pensato infatti per realizzare una vera e propria giungla fiorita dove riassaporare il piacere di vivere in mezzo al verde.



Un insieme di arbusti, erbacee e bulbose che colorano e profumano il balcone dalla primavera fino all’autunno inoltrato, sia verso l’interno con le piante collocate in vasi posti a terra, sia verso l’esterno grazie alle fioriere sulla ringhiera. 






I rampicanti come il gelsomino e l’edera dovranno mascherare il vetro di separazione tra i balconi e la ringhiera. 
Le fioriere miste garantiscono diversità di colori e forme mentre gli arbusti contribuiscono a mascherare la ringhiera creando una sorta di barriera. 

Infine, un minuscolo angolo di aromatiche che proprio non poteva mancare!

Certamente un progetto del genere richiede più spese per l’acquisto delle piante e più manutenzione, sia nella messa a dimora, sia nella gestione successiva. 

Ma il risultato non potrà deludervi e magari diventerete il balcone più invidiato del quartiere!

IL BIRDGARDEN: graditi ospiti nei nostri giardini


Il birdgarden è un giardino naturale, realizzato con specie vegetali spontanee che attirano uccelli, farfalle e altre creature selvatiche.
Per giardino naturale si intende un giardino in cui la vegetazione viene lasciata crescere in maniera ecologica, ossia con crescita spontanea e libera, senza il continuo intervento del giardiniere.
Esistono diverse tipologie di birdgarden e di cui vogliamo parlarvi.




Il birdgarden in vaso: non dovete scoraggiarvi se non avete un giardino, ma solo un piccolo terrazzo o balcone perchè anche piccoli spazi in cemento possono trasformarsi in oasi naturali. L’importante è scegliere le specie più adatte. 
Potreste realizzare il vostro birdgarden con piante aromatiche come il rosmarino, la salvia, la menta e l’origano, accostandole a piante erbacee quali il tasso barbasso, la primula, il crespino, la pimpinella, a specie arbustive come la sanguinella e rampicanti come il caprifoglio.



Il birdgarden condominiale: molti giardini condominiali sono destinati ad essere utilizzati come verde estetico in cui predominano le stesse comuni piante utilizzate in città come lauroceraso, magnolie, tuie e cipressi. Creare un birdgarden significa, invece, rendere lo spazio disponibile fruibile al massimo, sia da parte delle persone che degli uccelli. Un’ idea è quella di inserire qualche albero da frutto che, oltre a regalarci magnifiche fioriture (molto gradite anche agli insetti impollinatori) producono gustosi frutti che, se anche non raccolti dai condomini, diventano banchetto per i piccoli animali. 
Se questa nuova mentalità naturalistica si sviluppasse nelle nostre città i giardini condominiali, collegati tra di loro, creerebbero fasce di verde naturale interessanti anche dal punto di vista ecologico.

Il birdgarden di campagna: questo birdgarden dovrebbe integrarsi, nei limiti del possibile, con le caratteristiche dell’ambiente circostante e dovrebbe essere gestito con intelligenza e sensibilità.

Il birdgarden pubblico: gli spazi verdi pubblici all’interno delle affollate città devono rispondere alle esigenze di offrire ai cittadini luoghi di svago fisico, ma anche psichico. Il birdgarden pubblico potrebbe fornire ai frequentatori del parco la chiave di lettura per la conoscenza della natura.

Ma vediamo ora quali sono gli elementi essenziali di un birdgarden:
- la siepe, zona di rifugio per molti insetti, di tane per mammiferi, rettili e invertebrati, di nidificazione per alcuni uccelli e fornisce cibo per molti animali;

- l’albero, oltre a ossigenare l’aria e ad assicurare ombra offre anche cibo e e siti di nidificazione;
- il prato, la bordura di fiori e la siepe di arbusti, meta preferita per molti insetti, specialmente le farfalle;
- una fonte permanente di acqua, indispensabile sia per le piante che per gli animali che la utilizzano per fare il bagno e abbeverarsi;
- attrezzature artificiali, come mangiatoie e casette per gli uccellini, da collocare specialmente durante il periodo invernale.




Ed ecco alcune delle specie vegetali adatte tra cui potete scegliere e che vogliamo consigliarvi per una perfetta realizzazione:

ALBERI E ARBUSTI

Acer campestre (Acero campestre)
Quercus robur (Farnia)
Crataegus azarolus (Agazzino)
Crataegus monogyna (Biancospino)
Lonicera sp. (Caprifoglio)
Hedera helix (Edera)
Viburnum lantana (Lantana)
Ligustrum vulgare (Ligustro)
Malus sylvestris (Melo selvatico)
Hippophae rhamnoides (Olivello spinoso)
Fraxinus ornus (Orniello)
Pyrus pyraster (Pero selvatico)
Populus alba (Pioppo bianco)
Populus nigra (Pioppo nero)
Prunus spinosa (Prugnolo)
Viburnum opulus (Viburno)
Rosa sp. (Rosa selvatica)
Quercus pubescens (Roverella)
Salix alba, S. caprea, S. cinerea (Salici)
Sambucus nigra (Sambuco)
Cornus sanguinea (Sanguinella)
Sorbus domestica (Sorbo domestico)
Sorbus torminalis (Sorbo selvatico)
Viburnum tinus (Viburno)
Vitalba (Clematide)
Cornus mas(Corniolo)
Corylus avellana (Nocciolo)
Prunus avium (Ciliegio selvatico)
Juniperus communis (Ginepro comune)
Ginestra comune (Spartium junceum)
Laburnum anagyroides (Maggiociondolo)
Malus sylvestris (Melo selvatico)
Taxus baccata (Tasso)
Tilia cordata (Tiglio)
ERBACEE E BULBOSE

Sedum acre (Borracina acre)
Capparis spinosa (Cappero)
Galanthus nivalis (Bucaneve)
Ajuga reptans (Bugula)
Campanula rotundifolia  (Campanella)
Centaurea scabiosa (Centaurea)
Hypericum perforatum(Erba di S.Giovanni)
Geranium pratense (Geranio dei prati)
Malva sylvestris (Malva)
Leucanthemum vulgare (Margherita)
Achillea millefolium (Millefoglie)
Narcissus pseudonarcissus (Narciso trombone)
Plantago major (Piantaggine maggiore)
Plantago lanceolata (Piataggine lanceolata)
Sanguisorba officinalis (Pimpinella maggiore)
Prunella vulgaris (Prunella comune)
Saxifraga granulata (Sassifraga granulosa)
Primula veris (Primula odorata)
Ranunculus acris (Ranuncolo acrea)
Taraxacum offcinalis. (Tarassaco)
Trifolium pratense (Trifoglio comune)
Veronica chamaedrys (Veronica comune)