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ASSOCIAZIONE TRA RAMPICANTI
Le piante
rampicanti sono utilizzate nell’architettura di giardini e terrazzi per la loro
capacità di espandersi in verticale e attaccarsi a sostegni: sono quindi ottime
soluzioni per la copertura e separazione di spazi: copertura ad esempi di
muri, di reti (soprattutto dove si vuole evitare l’uso di siepi barriera che
portano via molto più spazio), separazione di zone di terrazzi o di
giardini facendole arrampicare su tralicci di altezze diverse.
Peraltro
molte rampicanti sono piante con bellissime fioritura e possono essere inserite
nel paesaggio come elementi decorativi facendole arrampicare su ringhiere,
su palizzate, e su alberi.
Una pianta
rampicante va scelta in base all’utilizzo che se ne vuol fare: rampicanti
sempreverdi e a crescita veloce sono fondamentali per una barriera verde
“definitiva” e quindi edere e, in zone non troppo fredde, rincospermi e i
caprifogli sono la soluzione per coprire muri o zone che non si vogliono
avere sotto lo sguardo. Rampicanti come Parthenocissus e Amelopsis (vite canadese e americana) che perdono le foglie
in inverno sono da preferire in angoli in cui si vuole più colore e passaggio
di luce; anche alcune rose rampicanti vigorose sono utilizzabili in questi
casi, così come i caprifogli, e le Campsis radicans (le bignonie) coloratissime in estate.
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Vertical
Shutter Garden by Hideo Kumaki
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Può essere
anche interessante associare tra loro piante diverse per ottenere effetti
piacevoli: ad esempio una rosa rampicante, una clematide o un convolvolo
associata a un’edera permette di avere una cortina di verde fitto con una nota
di colore.
Alcune piante
rampicanti associate tra loro hanno uno spettacolare effetto decorativo: rose e
clematis sono un esempio classico.
Ecco qualche
idea!!
Per un
muretto in ombra o mezz’ombra:
Hydrangea
Petiolaris associata a Clematis 'Nelly Moser' e Clematis 'Hagley
Hybrid': l’Hydrangea coprirà il muro di verde con leggera fioritura primaverile – estiva
bianca , le clematis daranno un tocco di colore con i grandi fiori in entrambi
i casi rosa tenue; associandole si assicura un effetto fiorito dalla primavera
all’autunno.
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Clematis 'Hagley Hybrid'
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Clematis 'Nelly Moser'
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Hydrangea
Petiolaris ha la capacità di aggrapparsi da sola al
supporto ed è perfetto rampicante per muri e parti in ombra. Rustica e
adattabile ad ogni terreno, anche calcareo presenta rapida crescita in senso
orizzontale e verticale. Ha foglie caduche, verde brillante e infiorescenze
bianche in estate.
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| Hydrangea Petiolaris |
Per una
balconata, una lunga ringhiera, o tralicci e pali al sole o mezz’ombra:
| Rosa Philips Kiftsgate |
Alcune rose
rampicanti vigorose come la Rosa Philips Kiftsgate, rosa climber antica, con
fiorellini bianchi riuniti a grappoli e profumo di mela, o Alberic Barbier,
bocciolo giallo
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Rosa 'Alberic
Barbier'
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chiaro, fiore
bianco e fogliame verde brillante, hanno una grande capacità di espansione e
fioriture primaverili abbondantissime. Amano il sole pieno e possono essere
associate a clematidi, esempio una Clematis 'Multi
Blue' o 'Ville de Lyon', a fioritura estiva per avere una nota colorata in
mezzo al fogliame delle rose.
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| Clematis
'Multi Blue' |
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| Clematis
'Ville de Lyon' |
Molte varietÃ
di rose sono rampicanti, o meglio sarmentose in quanto non hanno la capacità di
aggrapparsi a supporti ma devono essere in qualche modo guidate con lacci o
sostegni. In linea di massima come tutte le rose sono rustiche, preferiscono
posizioni soleggiate, sono sempreverdi o semi sempreverdi e portano fioritura
più o meno durature.
Alcune, come
le Rose Banksiae, hanno crescita molto rapida e fioritura primaverile , mentre
altre come ad esempi Claire Matin fioritura continua ma minor capacità di
crescita.
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Actinidia
kolomikta
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una pianta
speciale, poco conosciuta ma veramente scenografica è Actinidia kolomikta, una cugina del Kiwi, caratterizzata dal fogliame
verde con screziature che vanno dal bianco al rosa salmone. Si
avvolge delicatamente ai sostegni e cresce fino a formare un grande cuscino
variopinto. Un abbinamento interessante che potete provare è con il caprifoglio.
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| Lonicera caprifolium |
Lonicera
caprifolium è un arbusto rampicante vigoroso, rustico con la
capacità di abbarbicarsi a ogni sostegno trovi; ha foglie semi caduche (in
inverni freddi perde le foglie mentre in climi più miti si comporta da
sempreverde) e fiori bianco panna che virano al giallo molto profumati
duraturi in estate. Alcune varietà come la Japonica hanno fiori rosati o di
altri colori.
Predilige
posizioni soleggiate e terreni ricchi. Può produrre molti metri di vegetazione
nuova ogni anno.
PIANTE BELLE E SANE
La fitoterapia dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura) è, in senso generale, quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico.
L’uso delle piante medicinali risale senza dubbio a milioni di anni fa quando, probabilmente, un uomo primitivo trovò nella natura un rimedio ai suoi mali. Da quel momento l’essere umano imparò a riconoscere il valore terapeutico e le virtù curative delle piante. Le più antiche ricette della farmacopea risalgono ad almeno 8000 anni a.C.; i primi a preparare e utilizzare droghe di origine vegetale furono i Cinesi, seguiti poi dagli Egizi, dai Greci con Erodoto, Ippocrate, Dioscoride e dai Romani con Galeno e Celso. Gli Arabi furono maestri nelle preparazioni erboristiche, realizzando droghe ritenute magiche.
Durante il Medioevo, i medicamenti tratti da piante assunsero un’importanza sempre maggiore; da quel periodo, le conoscenze sulle proprietà medicamentose delle sostanze contenute nei vegetali e sui loro effetti sono notevolmente incrementate.
Nel post di oggi vorrei presentarvi un’aiuola di fiori belli e.. sani!
Senza avere la pretesa di curarci solo con le piante coltivate da noi, possiamo avere nel nostro giardino una piccola “collezione” di piante ed erbe che possiamo utilizzare per qualche preparazione erboristica molto semplice.
Inserendo inoltre queste piante insieme ad altre di valore ornamentale, possiamo avere un effetto gradevole, per un’aiuola molto speciale.
Hypericum perforatum:
con l'erba di San Giovanni si può produrre in casa l’olio d’iperico in modo molto facile e veloce.
Dopo aver raccolto le cime fiorite della pianta, queste vanno lavate e asciugate bene con un panno. Quando sono ben asciutte si prendono 30 gr di fiori e si mettono in un barattolo di vetro aggiungendoci 100 ml di olio d’oliva, possibilmente extravergine. Si lascia macerare all’aperto il vaso chiuso per circa 20-30 giorni al sole, girando il vasetto di tanto in tanto. Noterete che il composto diventa rosso. Passato il tempo necessario bisogna filtrare l’olio utilizzando un panno di cotone o una garza travasandolo. L’olio che si ottiene è di color rosso dal profumo caratteristico.
Calendula officinalis:
con i fiori di calendula di può realizzare un’ottima pomata con potere calmante.
Innanzitutto, come per l’iperico, si prepara l’oleolito mettendo in un vasetto i fiori di calendula essiccati con l’olio d’oliva lasciandolo al sole per qualche giorno e girandolo ogni tanto.
Trascorsi una ventina di giorni circa, con un colino o un canovaccio pulito si filtra l’olio. In un pentolino si mette l’olio filtrato e della cera d’api grattuggiata (per 100 gr d’olio servono circa 7 gr di cera) facendola sciogliere a fuoco lento. A questo punto si può travasare in piccoli vasetti l’olio che, in poco tempo, solidificherà .
Lavandula officinalis:
l’olio essenziale di lavanda si può usare per arricchire alcune preparazioni casalinghe o semplicemente per profumare l’armadio versandone alcune gocce su un fazzoletto. Per creare l’olio essenziale di lavanda si mettono in un vaso di vetro, in parti uguali, olio d’oliva e alcool a 90°. In questa soluzione vanno immersi poi alcuni rametti di lavanda. Il vaso con la lavanda in infusione va lasciato al sole per una ventina di giorni. Trascorso questo periodo va filtrato l’olio con un panno di cotone versandolo in bottigliette.
Malva sylvestris:
oltre alle famose tisane depurative, con i fiori di malva si può preparare un un’acqua tonico idratante. Basta lasciarli macerare in acqua fredda per circa 2 ore, filtrarle e applicare sul viso un batuffolo di cotone una o due volte al giorno
Le piante ornamentali che ho scelto di abbinare a queste specie vegetali sono una Rosa Iceberg, degli iris blu e delle piante aromatiche.
La rosa, che fa da sfondo alla bordura, è una floribunda a fiore bianco doppio e profumato, dai boccioli eleganti ed una fioritura anche in inverno inoltratola.
In prima fila, invece, timo e menta all’aroma di limone e delle salvie ornamentali: la Salvia nemorosa ‘Caradonna’ e la Salvia pratensis ‘Sweet Esmeralda’ con le sue lunghe spighe color rosa luminoso intenso.
FIORI BELLI... E BUONI
La primavera è finalmente arrivata! Avete già pensato quali fiori piantar in giardino? Se quest’anno non avete molte idee ecco una proposta carina e utile: un’aiuola di erbacee da mettere in tavola!
Utilizzare i fiori in cucina è una pratica estremamente antica.
Marco Gavio Apicio, ricco patrizio e maestro d’arti culinarie, nel suo De re coquinaria scriveva di piatti a base di petali di rosa o di delicati fiori di maggiorana. I romani erano soliti usare malva, rose e viole come condimento di varie pietanze; i chiodi di garofano profumavano il vino dell’Imperatore Carlo Magno; presso la Corte reale d'Inghilterra si offriva alla Regina Elisabetta una macedonia di primule.
Molti di questi fiori possono essere coltivati nel giardino di casa o nell’orto sul balcone; belli da vedere e buoni da mangiare per seguire uno stile di vita naturale e... ecosostenibile!
Nasturzio (Tropaeolum Majus)
I nasturzi producono piccoli fiori molto colorati. Esistono nasturzi con portamento a cespuglio, nano, oppure rampicanti. Molto semplici da coltivare, donano una fioritura continua, dalla primavera a fine estate.
I fiori possono essere aggiunti freschi nell’insalata, utilizzati come ripieno di ravioli, per insaporire una frittata.
Le foglie invece hanno un sapore più intenso è spesso vengono usate per dare un sapore particolare alle minestre.
Borragine (Borrago officinalis)
E’ una pianta annuale molto comune, dai magnifici fiori blu e dagli stami quasi neri.
E’, tra le piante selvatiche, quella più utilizzata in cucina e ricorda il sapore del cetriolo.
La pianta raggiunge un’altezza di 50 - 70 cm; il fusto presenta numerose ramificazioni ed è ricoperto da rigidi peli. Anche le foglie sono coperte da una densa peluria. I fiori, che spuntano da maggio a settembre, presentano una forma a stella e sono disposti a grappolo.
Le foglie vengono impiegate per insaporire le insalate e le minestre o fritte con la pastella; solitamente si mangiano dopo averle fatte bollire per eliminare la peluria. I fiori, invece, sono molto utilizzati come guarnizione di piatti o congelati in cubetti di ghiaccio per conferire colore alle bevande estive.
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Insalata con fragole e borragine
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Calendula (Calendula arvensis)
La calendula è una pianta erbacea che cresce spontanea nei prati soleggiati. Gli steli pelosi portano piccoli fiori a capolino di un vivace color giallo arancio da maggio a settembre. I fiori al mattino si aprono lentamente, si volgono verso il sole, seguono il suo normale percorso giornaliero e, al tramonto, si abbassano verso terra.
I boccioli e le foglie più tenere vengono consumati crudi nelle insalate o nelle frittate, conferendo un sapore amarognolo.
I fiori venivano utilizzati, già al tempo dei romani, come sostituzione dello zafferano per condire il risotto visto che ne ricordano sia il colore che il sapore. Altrimenti vengono usati nelle zuppe di pesce o di carne, nei soufflé di patate e anche in alcuni dolci.
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| Tagliolini al burro di rosmarino e calendula |
Tarassaco (Taraxacum officinale)
Il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone o soffione, è una pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra 3 e 9 cm. Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, porta all'apice un'infiorescenza giallo-dorata.
I boccioli della pianta possono essere usati come quelli dei capperi sotto aceto; i fiori invece sono ottimi con la pasta!
Viola mammola (Viola odorata)
La viola è un’erbacea annuale o perenne, alta dai 10 a 20 cm, con fioriture primaverili di vari colori. La viola odorata ha fiori molto profumati generalmente di colore viola intenso. Possono essere utilizzate in cucina per il loro sapore delicato di menta, ideale per insalata, pasta, piatti a base di frutta e bibite.
In pasticceria i fiori vengono cristallizzati con lo zucchero.
Rucola (Eruca vesicaria)
Erbacea annuale, della famiglia delle Brassicaceae. Le foglie sono da sempre utilizzate fresche in cucina per preparare insalate e condire la pizza e la pasta. Non tutti però sanno che i fiori, piccoli e gialli, hanno un sapore pepato più accentuato delle foglie.
Rosa (Rosa spp.)
Tutte le rose hanno petali commestibili, dal sapore più o meno profumato, ideali per marmellate, mieli, dolci e bevande. I frutti di questa pianta, detti cinorrodi, vengono spesso utilizzati in cucina per marmellate.
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| Marmellata di rosa canina |
Margerita (Bellis perennis)
La pratolina è forse la più comune tra le Asteraceae. Dal loro rizoma strisciante spuntano piccole foglie verdi e sottili fusti che portano i fiori, meglio detti capolini.
Questi possono essere aggiunti nelle insalate primaverili per un tocco di colore e sapore!
Lavanda (Lavandula angustifolia)
Arbusto sempreverde a fusti eretti con foglie verdi cinerine lineari. I fiori, estivi, sono raggruppati in sottili spighe dal colore tipicamente blu-violetto. Oltre a tutte le sue proprietà terapeutiche e cosmetiche, i fiori, dal sapore dolce, speziato e profumato, possono essere utilizzati per piatti dolci e salati. In Francia sono tipici i biscotti ai fiori di lavanda!
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| Biscotti alla lavanda |
... e non possiamo dimenticare i fiori di zucca, zucchini, sambuco e robinia!
Raccomandazioni:
- meglio mangiare fiori coltivati in casa. Quelli acquistati in negozio potrebbero aver subito trattamenti chimici;
- non utilizzate fiori raccolti per strada che potrebbero invece contenere sostanze tossiche assorbite dalle radici;
- attenzione alle allergie!
TRE PROPOSTE PER TRE GIARDINI
I giardini delle villette a schiera sono spesso piccoli spazi verdi: al momento dell’acquisto ci immaginiamo giardini meravigliosi che facciano l’invidia di tutti i vicini! Ma al momento di "arredarlo”, ci si accorge che gli spazi sono ristretti, le zone di sole e ombra sono mal distribuite, la recinzione perimetrale è davvero sgradevole e ci si sente osservati da ogni passante!
Ecco quindi per voi tre diverse soluzioni per piccoli giardini!
L'ORTO DI CASA MIA
Secondo numerosi studi, attivitá come coltivare l'orto e praticare il giardinaggio hanno effetti così benefici da poter addirittura allungare fino a 2 anni la vita di una persona.
Questo post vuole essere per voi una piccola guida pratica per realizzare un orto biologico in giardino o semplicemente sul terrazzo di casa vostra.
L'orto biologico ha come scopo principale quello di tutelare la salute delle persone e l'ambiente non utilizzando prodotti di sintesi ma imparando ad usare con buon senso la terra e i suoi prodotti.
LA SCELTA DEL LUOGO: per crescere e maturare, frutta e ortaggi necessitano di sole! É necessario quindi che voi scegliate un luogo ben soleggiato e allo stesso tempo riparato dalle gelate invernali.
Ricordatevi inoltre che avere orto non vuol dire per forza avere del terreno. Esistono infatti anche gli orti sul terrazzo!
Importantissima è anche la qualità del terreno, infatti per ottenere buoni risultati è necesasario che il suolo sia fertile (se si tratta di un terreno incolto da anni dovrete dedicargli uno scrupoloso lavoro preparatorio). In ogni caso aggiungendo del compost si va a rendere il terreno più produttivo, senza andare ad alterare la struttura del suolo.
LA SCELTA DEL DELLE PIANTE E DEL METODO DI COLTIVAZIONE: é consigliabile innanzitutto, come per i fiori del proprio giardino, scegliere delle specie adatte al clima in cui ci si trova così che possano crescere senza forzature e fruttificare per il più lungo arco di tempo possibile.
Per coltivare l’orto si può scegliere tra l'utilizzo delle sementi o delle piantine da trapiantare.
Per coltivare l’orto si può scegliere tra l'utilizzo delle sementi o delle piantine da trapiantare.
Le prime sono sicuramente più economiche e in commercio sono disponibili più varietà per ogni specie rispetto alle piantine già disponibili ad trapianto, ma sicuramente richiedono più lavoro ed esiste il rischio che la semina non vada a buon fine.
In generale, per la semina delle sementi si può seguire ciò che è scritto sulle bustine, considerando che i dati si riferiscono ad un clima medio come quello della pianura padana; per altre zone ci si deve adeguare al propio clima (per climi più miti infatti i lavori andranno anticipati e viceversa).
In generale, per la semina delle sementi si può seguire ciò che è scritto sulle bustine, considerando che i dati si riferiscono ad un clima medio come quello della pianura padana; per altre zone ci si deve adeguare al propio clima (per climi più miti infatti i lavori andranno anticipati e viceversa).
Per il trapianto i momenti migliori sono le giornate nuvolose o le ore di tardo pomeriggio e con terreno umido.
CURA DEL SUOLO
Ci sono diversi modi per innaffiare il proprio orto: dalla classica canna da giardino, agli irroratori a pioggia, al sistema a goccia, ai tubi forati. In ogni modo il momento migliore per fornire l’acqua al terreno è quando l’aria è fresca. Inoltre si consiglia di effettuare meno innaffiature ma più abbondanti piuttosto che frequenti e poco consistenti (ciò infatti favorirebbe la crescita di radici superficiali che rischiano di seccare).
La copertura del suolo, cioè la pacciamatura, è molto importante per evitare la perdita di calore e di umidà . E’ possibile pacciamare il terreno con residui vegetali (paglia, foglie d’albero infestanti estirpate, sfalci di prato).
Il suolo può essere poi sostenuto con la fornitura di compost e altri concimi organici.
LA LOTTA AI PARASSITI
Contro gli insetti si può ricorrere a infusi naturali fai da te.
Pidocchi: macerato d’aglio (attenzione a non irrorarlo sulle parti della pianta che vanno consumate altrimenti sapranno d’aglio!)
Insetti: macerato d’ortica
Afidi: decotto di bucce di cipolla e infuso di artemisia
Funghi e marciumi: equiseto
L’ALTERNANZA DELLE COLTURE E LE CONSOCIAZIONI
Scoprire che ruotando le colture sullo stesso terreno questo non si inaridiva per l’eccessivo sfruttamento fu molto importante per la storia dell’uomo. Inoltre, alternando le coltivazioni si evita l’uso eccessivo di concime (nei terreni agricoli questo avviene ogni tre anni). Le specie da orto in tal senso vengono suddivise in tre categorie: forti consumatrici, medie consumatrici e deboli consumatrici. Facciamo un esempio pratico. Una zona dell’orto il primo anno viene coltivata con piante forti consumatrici (cavoli, patate, cetrioli, porri, sedani, zucchine e zucche); l’anno successivo la coltivazione verrà sostituita con piante medie consumatrici (aglio, carote, cipolle, barbabietole rosse, finocchi, lattughe, peperoni, ravanelli), il terzo anno con deboli consumatrici (leguminose in genere e erbe aromatiche) per tornare il quarto anno alla disposizione iniziale.
In alternativa si può cercare di costituire una piccola biocenosi (complesso di popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono tra loro nello stesso ambiente) in cui le piante vivano in consociazione. Con il termine consociazione si intende la coltivazione, insieme nella stessa aiuola, di ortaggi e specie da fiore che siano in grado di crescere in sinergia e trarre beneficio dalla vicinanza con altre senza ostacolarsi.
IL BIRDGARDEN: graditi ospiti nei nostri giardini
Il birdgarden è un giardino naturale, realizzato con specie vegetali spontanee che attirano uccelli, farfalle e altre creature selvatiche.
Per giardino naturale si intende un giardino in cui la vegetazione viene lasciata crescere in maniera ecologica, ossia con crescita spontanea e libera, senza il continuo intervento del giardiniere.
Esistono diverse tipologie di birdgarden e di cui vogliamo parlarvi.
Il birdgarden in vaso: non dovete scoraggiarvi se non avete un giardino, ma solo un piccolo terrazzo o balcone perchè anche piccoli spazi in cemento possono trasformarsi in oasi naturali. L’importante è scegliere le specie più adatte.
Potreste realizzare il vostro birdgarden con piante aromatiche come il rosmarino, la salvia, la menta e l’origano, accostandole a piante erbacee quali il tasso barbasso, la primula, il crespino, la pimpinella, a specie arbustive come la sanguinella e rampicanti come il caprifoglio.
Il birdgarden condominiale: molti giardini condominiali sono destinati ad essere utilizzati come verde estetico in cui predominano le stesse comuni piante utilizzate in città come lauroceraso, magnolie, tuie e cipressi. Creare un birdgarden significa, invece, rendere lo spazio disponibile fruibile al massimo, sia da parte delle persone che degli uccelli. Un’ idea è quella di inserire qualche albero da frutto che, oltre a regalarci magnifiche fioriture (molto gradite anche agli insetti impollinatori) producono gustosi frutti che, se anche non raccolti dai condomini, diventano banchetto per i piccoli animali.
Se questa nuova mentalità naturalistica si sviluppasse nelle nostre città i giardini condominiali, collegati tra di loro, creerebbero fasce di verde naturale interessanti anche dal punto di vista ecologico.
Il birdgarden di campagna: questo birdgarden dovrebbe integrarsi, nei limiti del possibile, con le caratteristiche dell’ambiente circostante e dovrebbe essere gestito con intelligenza e sensibilità .
Il birdgarden pubblico: gli spazi verdi pubblici all’interno delle affollate città devono rispondere alle esigenze di offrire ai cittadini luoghi di svago fisico, ma anche psichico. Il birdgarden pubblico potrebbe fornire ai frequentatori del parco la chiave di lettura per la conoscenza della natura.
Ma vediamo ora quali sono gli elementi essenziali di un birdgarden:
- la siepe, zona di rifugio per molti insetti, di tane per mammiferi, rettili e invertebrati, di nidificazione per alcuni uccelli e fornisce cibo per molti animali;
- l’albero, oltre a ossigenare l’aria e ad assicurare ombra offre anche cibo e e siti di nidificazione;
- il prato, la bordura di fiori e la siepe di arbusti, meta preferita per molti insetti, specialmente le farfalle;
- una fonte permanente di acqua, indispensabile sia per le piante che per gli animali che la utilizzano per fare il bagno e abbeverarsi;
- attrezzature artificiali, come mangiatoie e casette per gli uccellini, da collocare specialmente durante il periodo invernale.
- il prato, la bordura di fiori e la siepe di arbusti, meta preferita per molti insetti, specialmente le farfalle;
- una fonte permanente di acqua, indispensabile sia per le piante che per gli animali che la utilizzano per fare il bagno e abbeverarsi;
- attrezzature artificiali, come mangiatoie e casette per gli uccellini, da collocare specialmente durante il periodo invernale.
Ed ecco alcune delle specie vegetali adatte tra cui potete scegliere e che vogliamo consigliarvi per una perfetta realizzazione:
ALBERI E ARBUSTI
Acer campestre (Acero campestre)
Quercus robur (Farnia)
Crataegus azarolus (Agazzino)
Crataegus monogyna (Biancospino)
Lonicera sp. (Caprifoglio)
Hedera helix (Edera)
Viburnum lantana (Lantana)
Ligustrum vulgare (Ligustro)
Malus sylvestris (Melo selvatico)
Hippophae rhamnoides (Olivello spinoso)
Fraxinus ornus (Orniello)
Pyrus pyraster (Pero selvatico)
Populus alba (Pioppo bianco)
Populus nigra (Pioppo nero)
Prunus spinosa (Prugnolo)
Viburnum opulus (Viburno)
Rosa sp. (Rosa selvatica)
Quercus pubescens (Roverella)
Salix alba, S. caprea, S. cinerea (Salici)
Sambucus nigra (Sambuco)
Cornus sanguinea (Sanguinella)
Sorbus domestica (Sorbo domestico)
Sorbus torminalis (Sorbo selvatico)
Viburnum tinus (Viburno)
Vitalba (Clematide)
Cornus mas(Corniolo)
Corylus avellana (Nocciolo)
Prunus avium (Ciliegio selvatico)
Juniperus communis (Ginepro comune)
Ginestra comune (Spartium junceum)
Laburnum anagyroides (Maggiociondolo)
Malus sylvestris (Melo selvatico)
Taxus baccata (Tasso)
Tilia cordata (Tiglio)
ERBACEE E BULBOSE
Sedum acre (Borracina acre)
Capparis spinosa (Cappero)
Galanthus nivalis (Bucaneve)
Ajuga reptans (Bugula)
Campanula rotundifolia (Campanella)
Centaurea scabiosa (Centaurea)
Hypericum perforatum(Erba di S.Giovanni)
Geranium pratense (Geranio dei prati)
Malva sylvestris (Malva)
Leucanthemum vulgare (Margherita)
Achillea millefolium (Millefoglie)
Narcissus pseudonarcissus (Narciso trombone)
Plantago major (Piantaggine maggiore)
Plantago lanceolata (Piataggine lanceolata)
Sanguisorba officinalis (Pimpinella maggiore)
Prunella vulgaris (Prunella comune)
Saxifraga granulata (Sassifraga granulosa)
Primula veris (Primula odorata)
Ranunculus acris (Ranuncolo acrea)
Taraxacum offcinalis. (Tarassaco)
Trifolium pratense (Trifoglio comune)
Veronica chamaedrys (Veronica comune)
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Carlotta Marengo
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"Il giardino, quello vero, è fatto di piante piantate, cresciute e allevate. Un giardino è luogo di lavoro, cure, governo, delusioni, soddisfazioni, speranze e sogni. E’ anche luogo di rimorsi, errori, ripensamenti e dubbi, E’ un luogo di tempi lenti, vita intensa, vera, lenta e saggia." (da "Il vero giardiniere non si arrende", Paolo Peyrone)









































